Dopo la convocazione del 17 Marzo dei 22 Comuni del SAC Porta D’Oriente al via le strategie di sensibilizzazione delle comunità

Andrano – Dopo l’incontro convocato lo scorso giovedì dall’ing. Nicola Panico, Presidente del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto S. Maria di Leuca – bosco di Tricase”, tra tutti i Comuni aderenti al Sistema Ambientale e Culturale ‘Porta d’Oriente’, emerge l’omogeneità istituzionale per bloccare il rinnovo delle concessioni nel Mar Mediterraneo abilitanti le prospezioni petrolifere. Ciò comporta un impegno forte, in vista del prossimo referendum popolare del 17 Aprile, per sensibilizzare ciascuno per la sua area, le comunità di riferimento.

Il fine dell’incontro, spiega l’Ing. Nicola Panico, è quello di compattare quanto più possibile gli sforzi per portare il più alto numero di votanti alle urne, ben sapendo che per raggiungere il quorum necessario per la validità del referendum, dovrà andare a votare SI per dire NO alle trivellazioni, la metà degli aventi diritto al voto più uno.

Già in passato l’Ente Parco ha perentoriamente ribadito il proprio dissenso al progetto del Governo e si è fatto promotore, assieme ad altre Istituzioni, di diversi incontri e iniziative – tra cui una moratoria internazionale – dedicati alla delicata questione delle trivellazioni dei fondali per la ricerca di idrocarburi.

Nicola-Panico-Presidente-Parco-Otranto-LeucaNelle comunità del nostro territorio è ormai matura una consapevolezza ambientale ed ecologica alla quale si aggiunge una situazione politico-culturale favorevole alla costituzione di un’area marina protetta” sottolinea Panico, “Non ci si dimentichi che oltre all’ipotesi di l’impatto letale che avrebbero eventuali incidenti con gravi sversamenti di petrolio, le sole perdite di carattere fisiologico comporterebbero, in maniera irreversibile per il Mar Mediterraneo e tutta la sua economia una vera e propria catastrofe, vanificando gli sforzi per la conservazione di una cultura e di una tradizione note ed apprezzate in tutto il mondo. Il mar Mediterraneo infatti è un bacino chiuso collegato all’oceano dal solo stretto di Gibilterra che assicura il ricambio e le correnti necessarie ad attenuare l’effetto di stagnazione delle acque”.

E’ un impegno prima di  tutto etico bloccare progetti che mettano a repentaglio un patrimonio unico, tanto più se ispirati ad un tipo di energia ormai obsoleta, mentre il resto del pianeta si converte all’era dell’ energia pulita. Per tale ragione è fondamentale costituire un fronte comune e sensibilizzare il territorio, al pari di tutti gli Stati del Mediterraneo, andando alle urne il prossimo 17 aprile.

M.Maddalena Bitonti
Ufficio stampa Ente Parco