Per l’incontro culturale La Parola, tenutosi il 9 maggio 2015 presso il Patria Palace Hotel di Lecce, organizzato dalla Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M., si è presentato il libro “Una cauta sapienza – il medico, la parola e la cura” del dott. Paolo Maggi.

Ad introdurre l’incontro la dott.ssa Giovanna Giovinazzo e la dott.ssa Maria De Filippis.

Per le pause di lettura, la parola poetica è a cura di Carlo A. Augeri e, la parola figurativa, a cura di Franco Guzzo.

Paolo Maggi
Mille parole come cura ed enegheia

La parola del medico possiede un immenso potere sulla vita dei suoi pazienti. La parola del medivo è Davar, potenza generatrice. E di questo bisogna avere consapevolezza. Quando questa consapevolezza manca la parola viene usata con la stessa leggerezza con cui si maneggia un rasoio pensando di aver in mano un pennello. Perché è con la parola che il medico può indicare al suo paziente la mappa di quel territorio ostile in cui si trova ed insegnargli ad orientarsi all’interno di esso. Partendo dalle parole il paziente comincerà a narrare a se stesso la sua malattia e ne rintraccerà il senso all’interno della sua storia personale.

Carlo A. Augeri

La parola del poeta non cura, ha cuore per le cose da vivere, conducendole entro l’intimità inclusiva del loro essere intagli e non ritagli di una trama di senso e oltresenso: orizzonte dell’anima, affaccio, richiamo, del sopito (malattia) verso il suo infinito in-essere ritorno nel forse del proprio.

Franco Guzzo

Le parole dei suoi quadri sono “specchi” di chi li osserva. Egli conosce gli archetipi della Grande Madre, sa che la vita s’identifica con la fecondità della donna e pur nella consapevolezza del valore e dell’importanza della dualità, sa che il lievito del mondo è lei: l’amore che sa accendere, che edifica, che conduce verso l’alto, che ha ispirato e ispira ideali di tutti i tempi. (A. Tavolaro)