E’ ritornata la grande musica nel Parco di Belloluogo di Lecce. Dopo il successo anche della seconda giornata, sono state le celeberrime note di Rossini e Morricone ad aprire il concerto di domenica 26 ottobre, alle 11, per la terza edizione del “Parco delle note”, rassegna di tre appuntamenti ad ingresso gratuito ideata e organizzata dall’assessorato alla Cultura, turismo, spettacolo ed eventi del Comune di Lecce guidato da Gigi Coclite, e realizzata dall’associazione Nireo con Eraldo Martucci.

Protagonista è stata la voce di Cristina Fina (soprano) ed il Quartetto “Florilegium”, formato da Ivo e Danilo Mattioli (violini), Ennio Coluccia (viola) e Quintino Librando (violoncello).

Parlare di Ennio Morricone vuol dire ricordare quell’irripetibile genio della musica che ha ormai cittadinanza nel cuore di ogni popolo del continente. La sua musica passa da Shangai a Varsavia, da Mosca a New York, tra Londra, Bilbao, Atene e tante e tante altre città che lo hanno accolto in concerto, innumerevoli, così come lo sono i premi di cui il compositore è stato insignito: David, Golden Globe, Nastri d’argento, Grolle, per arrivare al Premio Oscar alla carriera.

La fatica e la sofferenza creativa di Ennio Morricone, 83 anni, hanno attraversato oltre 50 anni di musica e hanno dato vita a più di 400 colonne sonore di film e a un centinaio di composizioni “classiche”. Allievo di Petrassi al Conservatorio di Roma, Morricone scrive il suo primo tema da film per “Il Federale” di Luciano Salce, con protagonista Ugo Tognazzi. Era il 1961. Nel ’64 incomincia il sodalizio con Sergio Leone che gli darà successo e notorietà a livello mondiale.

L’idea che sottende al ciclo di concerti è quella di proseguire sulla strada intrapresa con il Must, ovvero di valorizzazione del nuovo patrimonio immobiliare e ambientale recuperato dal Comune di Lecce. Musica nel verde, dunque, volta ad incrementare la sua diffusione al di fuori dei consueti contesti ad essa generalmente associati e di valorizzare i luoghi dove essa viene eseguita. Non poltroncine in velluto, abiti da concerto e posti formali, ma alberi e prati. Musica come elemento inserito nella quotidianità e che avvicina, con l’eliminazione delle distanze tra esecutori e fruitori e massima partecipazione e condivisione emotiva sia nella fase di realizzazione che di ascolto.

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