La partecipazione dei gruppi salentini Mariglia, Arsura, Antonio Amato Ensemble, Compagnia Popolare Ariacorte e Vento del Sud, hanno fatto da cornice al concertone che vuole ancorarsi alle tradizioni ed alla storia e rintracciare le antiche origini. “Non solo musica ma anche e soprattutto cultura – dichiara Pasquale Gaetani, Presidente della Fondazione – grande attenzione viene rivolta alla danza dei coltelli, spesso chiamata danza delle spade, un tipo particolare di pizzica detta pizzica a scherma”.

L’Assessore Pasquale Gaetani ha ringraziato il Presidente Antonio Gabellone e la provincia di Lecce per aver sostenuto con convinzione l’evento e l’Amministrazione Comunale tutta, e soprattutto il Sindaco Carlo Russo e l’Assessore Massimo Cantoro, che assieme alla struttura comunale, ufficio tecnico, ufficio commercio, Polizia Municipale, si sono spesi senza sosta e senza orario nonostante il periodo festivo e le ferie estive.

La danza, caratterizzata per la sua improvvisazione in ronde più o meno grandi al cui interno ci sono gli sfidanti che simulano un duello danzante che fino a non molto tempo si faceva con i coltelli (da cui le spade) e che oggi sono semplicemente rievocati con le dita, accompagnati a ritmo di pizzica dal suono dei tamburelli e da altri strumenti, come nacchere, fisarmoniche e violini dei poveri.

La Direttrice Artistica dell’evento, l’Attrice e Regista Rosaria Ricchiuto, ribadisce la scelta come ospite d’onore del grande artista Vinicio Capossela, che cercherà di trasferire teatralità e spettacolo ad evento unico nel suo genere, che rischiava di confondersi con i tanti concerti che si susseguono quotidianamente nei cento comuni salentini.

Invece la “Notte di San Rocco”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina, è uno dei pochi eventi che riesce a coniugare in un perfetto connubio devozione religiosa e cultura popolare, tradizione e modernità e nelle cinque edizioni precedenti, la Fondazione “Notte di San Rocco” è riuscita a ritagliarsi prima e consolidare poi una propria identità senza togliere spazio ed importanza alla più antica festa della notte tra il 15 e il 16 agosto. La scelta del cantautore, polistrumentista e scrittore Vinicio Capossela – dice la Ricchiutoè una vera e propria “Scommessa Artistica”, oltre all’impatto mediatico di tale partecipazione.

“Negli anni 1995, 1996 Vinicio Capossela era già “figlio adottivo” del Salento e frequentava la Festa di Devozione al Santo, nel giorni 14 – 15 e 16 Agosto, ed è proprio in quell’atmosfera che nascono i versi più suggestivi delle sue canzoni più note: “Che Cos’è L’Amor?” in cui ritroviamo “volteggio tutto crocco sotto i lumi dell’arco di San Rocco” O ancora ne il “Ballo di San Vito” dove i richiami alla nostra Terra “Terra di Sud, Terra di Confine, Terra di Dove finisce la Terra” e quelli alla Festa e alla Danza delle Spade sono più e più volte evocati “A noi due, balliam la danza delle spade, fino allo squarcio rosso d’alba”.

Ritorna un evento che oltre alla importante matrice culturale ha anche un ricco programma musicale e di spettacolo e che lascerà una traccia non solo all’interno del Salento ma anche con una forte azione di marketing territoriale verso l’esterno.

Pizzica e tradizione, musica e devozione, uniti nel rito collettivo della festa popolare, che unisce i cuori, che fa ballare insieme, che sfida il caos, il caldo, la folla enorme.

È un ritrovarsi insieme uniti dal ritmo scandito da tamburelli e fisarmoniche, da canti e stornelli, mentre le movenze dell’antica danza dei coltelli affascinano ancora e catalizzano gli sguardi.

E mentre le ronde si fanno spazio nella piazza, sul palco si celebra la musica con la catalizzante presenza di Vinicio Capossela, tra i più amati cantautori italiani, ispirato anche lui dalla musica popolare, tanto da portare sul palco la sua banda della posta e la musica per matrimoni, cantori anziani, i musici dell’irpinia, che attendevano davanti alla posta l’arrivo dei soldi delle pensioni e che par passare il tempo improvvisavano musiche e canzoni.

Simpatico fuori programma il travolgente ballo sul palco tra l’artista irpino e la conduttrice Rosaria Ricchiuto.

Sul palco un susseguirsi di gruppi della tradizione, i più amati, i più seguiti, Mariglia, Arsura, Antonio Amato Ensamble, Compagnia Popolare Ariacorte e Vento del Sud. E poi lui, Vinicio Capossela, cittadino onorario di Patù, legato al salento da un amore profondo e viscerale, che proprio arrivando a Torrepaduli, una notte del 15 agosto di tanti anni fa, rimase folgorato dal vortice dei colori, dei ritmi e dei profumi, consacrando per sempre il momento nel suo ballo di San Vito.

Uno spazio importante è stato dato alla danza dei coltelli coordinata da Davide Monaco con la Compagnia Scherma Salentina e con la Scherma dei Fratelli Rinaldi che si sono perfettamente integrati con i vari gruppi che si esibivano sul Palco e soprattutto con Vinicio Capossela in una riscrittura del Ballo di San Vito che Davide Monaco ha “ribattezzato” Ballo di San Rocco!

Musica e folkore all’ombra di quella chiesa fiammeggiante dedicata a san rocco che continua, attraverso i secoli a raccogliere le preghiere dei devoti in arrivo da ogni parte della provincia e per i quali la visita al santo che guarì la popolazione dalla peste bubbonica è un passaggio obbligato.

La festa in suo onore coincideva con una delle più importanti fiere contadine della provincia ed ancora oggi centinaia di pellegrini raggiungono su strade sterrate la piccola frazione di Ruffano a piedi in segno di devozione, fasciati ai polsi dalle zagareddhe, i nastrini colorati propiziatori e porta fortuna…..si viaggiava di notte e si arrivava all’alba ……e dopo le preghiere si faceva festa e la musica e la danza, allora come oggi, accompagnavano i cuori sino al giorno dopo ….

http://www.fondazionenottedisanrocco.it/

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